Regione, Fanelli (Pd) dice no al rinnovo del contratto al d.g. Florenzano (Asrem). Ed elenca gli obiettivi mancati

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CAMPOBASSO – No al rinnovo del contratto al direttore generale di Asrem Oreste Florenzano in scadenza il 28 febbraio e valutazioni negative anche sugli obiettivi e sulla gestione della sanità e della fase più acuta del Covid alla struttura commissariale con a capo il Governatore Donato Toma.

Lo conferma  la consigliera regionale del partito democratico  Micaela Fanelli che osserva “Il contratto del Direttore Generale, in scadenza il prossimo 28 febbraio, non può essere rinnovato per evidenti e fallimentari motivi, conclamati prima nella relazione di valutazione e successivamente dai risultati dei LEA, ancora una volta espressi da un organo super partes, come il Ministero della Salute. Ma non dimentichiamo la gestione dell’emergenza covid, la pessima organizzazione del personale e dei concorsi e le molte altre carenze manifestate in questi anni, da ultimo nella gestione dei rapporti coi privati e in particolare con il Gemelli. L’inefficienza evidente tuttavia non può essere considerata del singolo, ma dell’intero staff. Chi fino ad oggi ha costituito la struttura commissariale nel suo complesso ha fallito e non può continuare a guidare la sanità regionale.

Per questo non può essere rinnovato Florenzano  – sottolinea la capogruppo dem a palazzo D’Aimmo – e nessuno del gruppo commissariale, neanche per un giorno e neanche per una soluzione ponte in vista del nuovo avviso pubblico per la ricerca di un nuovo direttore.
Per questo è giusto che all’attenzione del Consiglio dei Ministri ci sia la sostituzione di Papa e ci auguriamo che finalmente sia nominata uno specialista, molisano o non. E per questo, Toma si dovrebbe dimettere da Commissario e non anelare a conferme di qualsiasi tipo, magari a compensazione di uscite di scena dalla porta della ricandidatura a Presidente che potrebbe non ottenere.
Partiamo dunque, col non rinnovare Florenzano a fine mese, ma proseguiamo con coerenza!”

Per la Fanelli  il Governatore  non deve nominare un nuovo DG, lasciando la scelta al futuro Presidente della Regione. E qui cita i dati ufficiali, tecnici, diffusi dalla Direzione generale della programmazione sanitaria del Ministero della Salute, nel rapporto sul monitoraggio dei Lea, attraverso il nuovo sistema di garanzia.

“La relazione ministeriale, infatti, – dice la Fanelli – certifica criticità per gli indicatori P02C – Copertura vaccinale nei bambini a 24 mesi per la 1° dose di vaccino contro morbillo, parotite, rosolia (MPR); P14C – Indicatore composito sugli stili di vita; P15C – Proporzione di persone che hanno effettuato test di screening di primo livello, in un programma organizzato per mammella, cervice uterina e colon retto.
Si segnalano, inoltre, delle criticità per gli indicatori D09Z – Intervallo Allarme-Target dei mezzi di soccorso; D30Z – Numero deceduti per causa di tumore assistiti dalla Rete di cure palliative sul numero deceduti per causa di tumore; D33Za – Numero di anziani non autosufficienti in trattamento socio-sanitario residenziale in rapporto alla popolazione residente, per tipologia di trattamento (intensità di cura).
Pessima, infine, la valutazione finale dell’area Ospedaliera per il 2020 che si attesta su un punteggio pari a 41,94, che secondo l’intervallo di riferimento (esito positivo nel range 60-100) risulta sotto la soglia di adempienza. Si segnalano poi delle criticità per gli indicatori H05Z – Proporzione di colecistectomie laparoscopiche con degenza post-operatoria inferiore a 3 giorni; H13C – Percentuale di pazienti di età 65+ con diagnosi di frattura del collo del femore operati entro 2 giorni in regime ordinario; H17C – Percentuale parti cesarei primari in maternità di I livello o comunque con <1.000 parti.”

“Dati sostanziali e oggettivi che superano ogni giudizio di parte, – conclude la Fanelli – ma che non esentano Donato Toma dall’assumere le conseguenti decisioni. Delle roboanti promesse della recente campagna elettorale, non è rimasta traccia, con l’azzeramento del debito, l’uscita dal commissariamento, il Decreto Molise.

Dunque, a pochi mesi dalle elezioni regionali, si fermino!

Evitino di dare il colpo di grazia alla Sanità molisana, generando danni anche dopo il loro ritorno a casa”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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