
CAMPOBASSO – La consigliera regionale dei Dem Micaela Fanelli si esprime sulle dimissioni di 4 membri della Commissione per i Lep (Livelli essenziali di prestazioni).
“Sono del tutto clamorose le dimissioni di ben quattro membri della Commissione per i LEP – Livelli Essenziali di Prestazioni. Ovvero l’organismo tecnico voluto dal Governo Meloni per l’individuazione dei Lep in merito al progetto di riforma dell’Autonomia Differenziata.
Parliamo di dimissioni che, ancora una volta confermano, lo stampo secessionista di un Ddl che vorrebbe spaccare l’Italia aumentando i divari. E il fatto che a dimettersi siano stati due ex presidenti della Corte costituzionale, un ex presidente del Consiglio di Stato e un ex ministro, la dice lunga su quanto la riforma Calderoli sia del tutto sbagliata e iniqua.
Già il Servizio Bilancio del Senato aveva sottolineato l’impossibilità di definire i LEP, che devono essere garantiti allo stesso identico modo su tutto il territorio nazionale, senza prevedere alcun finanziamento. Ma le perplessità evidenziate anche dalla Commissione Europea vengono oggi confermate dalle dimissioni di Giuliano Amato, Franco Gallo, Alessandro Pajno e Franco Bassanini.
Una bocciatura sonora e ormai definitiva per il progetto leghista che vorrebbe avvantaggiare le regioni più ricche a discapito di quelle più povere, a danno di tutto il Mezzogiorno d’Italia, Molise compreso.
Il Governo ora prenda finalmente atto della follia che sta perseguendo sulla pelle dei cittadini e blocchi un progetto di riforma in contrasto con i valori della nostra Costituzione, dell’Europa e di quell’uguaglianza sostanziale fra individui e territori che deve essere tutelata e difesa.
Lo abbiamo chiesto a gran voce anche durante la campagna elettorale, sollecitando sul tema il nuovo presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, che il 17 marzo scorso, a Napoli, addirittura manifestava con tutti i sindaci del Sud contro l’autonomia differenziata.
Fino ad oggi però su un tema vitale per il futuro della nostra Regione non è stata sprecata nemmeno una parola.
Ecco perché, non appena possibile nell’Aula del Consiglio regionale, sull’autonomia differenziata tornerò a chiederne nuovamente conto, presentando come primo atto un documento a difesa dei diritti del Molise sul quale ogni componente dell’Assise regionale dovrà chiaramente esprimersi.
Roberti e la sua maggioranza hanno il dovere di dire ai molisani come la pensano su una riforma che infliggerebbe un colpo mortale alla nostra regione, perché il Molise non ha bisogno di esponenti politici silenti o di parlamentari, come il senatore della Porta (relatore del testo del progetto di riforma al Senato), che avallino scelte nefaste per il nostro territorio.
I diritti della regione vanno difesi e tutelati anche dinanzi a scelte improponibili di un Governo amico!
Su questo continuerò a essere sempre in prima linea, così come mai mi stancherò di chiedere conto al nuovo governo regionale.”
© RIPRODUZIONE RISERVATA













