Inclusione, la quarta edizione del Molise Pride sbarcherà ad Isernia per la prima volta

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ISERNIA – Per la prima volta i colori della parata del Molise Pride approderanno nel capoluogo di provincia pentro.

La parola d’ordine è inclusione. Un concetto tante volte scalfito da pregiudizi e false prospettive, tenuto a debita distanza perché l’empatia, l’elemento che consente di promuovere l’accettazione dell’altro al di là dei propri radicati limiti, cede il passo a convinzioni stantìe dettate dalla paura di trovarsi dinanzi ciò che non si comprende fino in fondo.

La Convenzione Europea dei diritti dell’uomo (articolo 14) garantisce il principio di uguaglianza e di non-discriminazione, un elemento fondamentale della protezione dei diritti umani; mentre l’articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti umani stabilisce che “ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione”.

È ben nota la valanga di giudizi contraddittori e di polemiche amare che le parate del gay pride si trascinano dietro, sin dai tempi in cui furono ideate.   Anche perché si dimentica la storia che si cela dietro questa manifestazione e non si approfondisce quale sia l’importanza socio-politica che le appartiene. La prima manifestazione avvenne a Chicago il 27 giugno 1970, durante quelli che sono stati definiti gli anni del potere nero, della rivoluzione sessuale, delle proteste del ’68 e dei fiori nei cannoni. Anni fondamentali in cui tese a fortificarsi l’idea che anche le minoranze dovessero essere difese, rispettate, riconosciute. Nella notte tra il 27 e il 28 giugno del 1969 la polizia fece irruzione per l’ennesima volta nello Stonewall, l’unico locale gay di New York: la folla che si trovava all’esterno e gli avventori del locale reagirono alla violenza ribadendo quel principio di uguaglianza che è alla base di ogni società civile. Esattamente un anno dopo i moti di Stonewall, il 27 Giugno 1970, l’associazione Chicago Gay Liberation organizzò una parata: l’evento che ancora oggi cerca di trasformare la discriminazione, l’odio, la rabbia e la protesta in condivisione, rispetto e inclusione.

La quarta edizione del Molise Pride prevista per il mese di giugno del 2024 approderà ad Isernia, il capoluogo di provincia pentro dove proprio nel 2016 nacque l’Arcigay Molise, lo Sportello di ascolto e consulenza LGBT per persone LGBT che affrontano momenti cruciali della propria esistenza, in special modo per coloro che siano state vittime di violenza o abbiano subito episodi di discriminazione. Uno Sportello che ha come obiettivo quello di promuovere il benessere degli individui e la tutela dei diritti, offrendo supporto sociale, psicologico e legale fornito da un team di esperti e da operatori competenti. Luce Visco, Presidente presso Arcigay Molise, nel comunicato annuncia che il Pride “sarà un’occasione unica per celebrare l’orgoglio delle persone LGBT e allo stesso tempo combattere per i diritti e contro le discriminazioni.”

I colori della parata hanno come obiettivo quello di favorire l’accettazione sociale attraverso la rivendicazione di diritti che ancora oggi non sono stati acquisiti del tutto. Ma hanno come obiettivo anche quello di esorcizzare il peso dell’indifferenza, di schiacciare lo sdoganamento delle aggressioni e di azzerare la pericolosità dell’omofobia che continua ad incrementare il numero dei suicidi, specie tra gli adolescenti, vittime di discriminazione e di violenza sia fisica che verbale.

Chi partecipa alle parate intende far valere il principio di uguaglianza che è alla base dei valori umani ma intende anche sostenere come verità determinante quel pensiero che lo scrittore Giuseppe Pontiggia proponeva nel suo ‘Nati due volte’, un pensiero illuminante teso ad insegnare che “quando Einstein, alla domanda del passaporto, risponde ‘razza umana’, non ignora le differenze, le omette in un orizzonte più ampio, che le include e le supera. È questo il paesaggio che si deve aprire: sia a chi fa della differenza una discriminazione, sia a chi, per evitare una discriminazione, nega la differenza”.

Federica Passarelli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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