Venafro, il prete di frontiera padre Eraldo Cacchione ospite della parrocchia ‘San Giovanni in Platea’

Venafro, Scampia, padre Eraldo Cacchione, parrocchia 'San Giovanni in Platea'
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VENAFRO – La chiesa di San Luigi Orione come luogo di incontro e confronto tra la comunità di Venafro e quella di Scampia.

Quelli che fanno la differenza sono i cosiddetti preti di frontiera, i preti di strada, quelli che varcano la soglia delle sacrestie per prodigarsi a favore delle periferie, degli ultimi, dei dimenticati.

Il 25 novembre scorso c’è stato un incontro durante il quale il parroco don Salvatore Rinaldi ha avuto modo di confrontarsi con il gruppo di operatori di Scampia e con padre Eraldo Cacchione. L’amicizia tra i due parroci risale a qualche anno fa quando padre Eraldo ebbe l’occasione di ascoltare don Salvatore durante un corso da lui tenuto presso la ‘Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale’, un corso che il prete di Scampia ha definito entusiasmante per via dei diversi insegnamenti che ne sono scaturiti. L’incontro ha avuto il merito di porre le basi per successive collaborazioni e di fregiare don Salvatore del ruolo di consulente spirituale per il prete di frontiera, padre Eraldo.

Il convegno che si è deciso di tenere a Venafro ha preso le mosse proprio dalla necessità di mettere a confronto due realtà, quella di Venafro e quella di Scampia che, sebbene diverse dal punto di vista della drammaticità che in qualche modo segna il quartiere napoletano, presentano alcuni punti di congiunzione: l’alta percentuale di rom che vivono sul territorio, la tossicodipendenza, la piccola criminalità, la prostituzione.

Il prete di frontiera, si diceva, è una risorsa preziosa perché decide di prendere posto accanto agli ultimi, ai dimenticati, agli abbandonati.

Don Salvatore Rinaldi presta il suo servizio pastorale, com’è noto, in un quartiere che egli definisce “quartiere dormitorio nel quale sussistono problematiche sociali di vario genere e che vede la presenza di un numero cospicuo di extracomunitari, di persone che stanno scontando una pena, di tanti giovani lasciati liberi per mancanza di una presenza politica”. Proprio per contrastare questa realtà particolarmente complessa è nato il Consultorio Familiare, lo strumento che permette di entrare in un territorio “prettamente di periferia dove c’è bisogno di tutto” e intervenire fattivamente con un servizio assoluto che riesce a garantire la sua presenza in diverse aree, da quella economica a quella medica, da quella pedagogica a quella di sostegno alle famiglie. Attraverso la collaborazione con le istituzioni sono state affrontate negli anni diverse problematiche, come quella dell’usura – don Salvatore Rinaldi è infatti anche Presidente della Fondazione Regionale Antiusura – o della tossicodipendenza, rispetto alla quale sono stati raggiunti risultati importanti e che hanno visto restituire a diversi giovani la dignità che la droga aveva loro strappato.

Padre Eraldo Cacchione, allo stesso modo, ha deciso di restare accanto a chi è più debole e quando da Milano giunse a Napoli chiese di essere assegnato a Scampia e vivere con quelli che vengono definiti ‘ultimi’. Dopo il lockdown e la chiusura forzata di tante attività l’aiuto si era reso necessario ed urgente e si attivò immediatamente la distribuzione di generi alimentari e di prima necessità grazie al lavoro dei volontari che hanno poi costituito una vera e propria brigata: suore, giovani laici, comitati di quartiere, associazioni, attivisti, tutti collaboratori e sostenitori del metodo condiviso dal parroco di Scampia.

Il messaggio di padre Eraldo si concentra in un concetto che può risultare semplice e che invece racchiude tutto il valore della sua missione e che rappresenta l’intero scrigno del suo insegnamento: il potere dell’attenzione da rivolgere agli altri, a chi non ha posto nella considerazione sociale, a chi vive in condizioni di abbandono morale. Il prete di frontiera afferma che “la capacità di prestare attenzione a uno sventurato è cosa rarissima, difficilissima; è quasi un miracolo. Quasi tutti coloro che credono di avere questa capacità, non l’hanno. Il calore, lo slancio del sentimento, la pietà non bastano.”

Il convegno ha dunque fornito gli elementi necessari per poter imparare l’uno dall’altro, perché lo spazio dell’incontro rappresenta sempre una vera e propria risorsa e occasione di crescita. Specchiarsi nell’altro e investire il proprio tempo a riconoscere il valore insito in ognuno, al di là dei pregiudizi e delle proprie verità distorte, è espressione di coraggio che convalida l’idea di attenzione realizzata dai parroci Salvatore Rinaldi e Eraldo Cacchione. L’attenzione che hanno rivolto agli ultimi è motivo e fondamento della loro missione pastorale e serve a fare la differenza.

La periferia del mondo potrebbe dunque trasformarsi in un posto migliore se dalla comunità intesa in senso ampio, dalle istituzioni e dalla politica essa riuscisse ad immagazzinare l’attenzione necessaria a garantirle una rinascita propositiva, segnando così quella differenza necessaria che restituisce dignità all’uomo.

Federica Passarelli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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