
VENAFRO – La Palazzina degli Uffici Comunali di Venafro ospiterà il Generale ris Corpo d’Armata presente a Nassiriyah il giorno dell’attentato.
Sono trascorsi vent’anni dal 12 novembre del 2003, quando fu portato a compimento uno dei più violenti attentati che si consumarono tra il 2003 e il 2006 in Iraq. Durante la primavera del 2003 Inghilterra e Stati Uniti invasero l’Iraq con l’obiettivo di rimuovere l’allora presidente Saddam Hussein. Ebbe inizio così un conflitto armato durato due mesi e definito Seconda Guerra del Golfo. Sebbene le truppe straniere fossero riuscite nell’intento di avere la meglio attraverso la vittoria, non furono ugualmente forti nell’ottenere il pieno controllo del territorio, così il Consiglio di Sicurezza dell’ONU approvò una Risoluzione invitando tutti gli Stati membri a partecipare alla rinascita dell’Iraq. Anche l’Italia prese parte all’iniziativa con l’operazione chiamata ‘Antica Babilonia’. La missione iniziò durante l’estate del 2003 con diversi obiettivi da portare a termine, come rilevazioni radiologiche, biologiche e chimiche e soprattutto la messa in sicurezza della popolazione civile: una missione, dunque, volta al mantenimento della pace.
Il 14 dicembre 2023, presso i locali della Palazzina degli Uffici Comunali di Venafro (ex Palazzo Armieri), il Generale Carmelo Burgio, all’epoca neo Comandante delle truppe italiane a Nassiriyah e testimone dei tragici avvenimenti che costarono la vita a decine di carabinieri e militari italiani, darà contezza dei fatti accaduti durante quella triste giornata e fornirà le motivazioni che lo hanno condotto a scrivere il libro intitolato ‘Nassiriyah – Dall’attentato alla ricerca della verità’.
L’Auser, con uno sguardo sempre attento alle novità editoriali, proporrà un incontro attraverso la presentazione del libro del Generale Burgio che, a vent’anni dalla tragedia, intende raccontare la sua verità sull’attentato. Proprio in quei giorni, infatti, egli assumeva il comando della missione ‘Antica Babilonia’ sostituendo il suo predecessore che terminava il mandato. Attraverso il libro ‘Nassiriyah – Dall’attentato alla ricerca della verità’ l’autore ricostruisce innanzitutto le fasi dell’attacco terroristico del 12 novembre e anche la lunga vicenda giudiziaria che ha interessato l’individuazione delle responsabilità sia civili che penali dei comandanti sul posto. Un dovere che il Generale ha sentito di dover onorare, parimenti alla necessità di riportare a casa i suoi ragazzi ricoprendo egli anche il ruolo di Comandante del reggimento dei paracadutisti. In tante interviste l’autore di ‘Nassiriyah’ ha dichiarato che attraverso la sua narrazione egli vuole sottolineare come quell’attentato non vada ricondotto “solamente ai diciannove morti tra carabinieri, militari dell’Esercito e due civili, ma anche a molte persone che, in silenzio, si sono rimboccate le maniche pensando a fare il proprio dovere fino alla fine. Con il plotone dei miei Carabinieri paracadutisti eravamo addestrati e alcuni di loro avevano partecipato a precedenti missioni in Somalia, Albania, Libano o Sarajevo. Tutti gli altri però, compresi i militari stranieri, tra cui una compagnia di romeni e una di portoghesi della Guardia Nazionale, non avevano un addestramento specifico per quel determinato scenario” e nonostante questo hanno dimostrato un coraggio straordinario nell’affrontare tutte le difficoltà e a portare a termine la missione.
L’operazione ‘Antica Babilonia’, durante la sanguinosa guerra in Iraq, fu denominata ‘di mantenimento della pace’. Nel 2009 la legge n. 162 ha istituito la ‘Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace’, una celebrazione importante il cui leit-motiv dovrebbe essere principalmente quello di far riflettere su quanto conti che l’Italia assuma sempre il ruolo di garante della pace favorendo, inevitabilmente, il dialogo e la convivenza pacifica tra i popoli e le Nazioni.
Federica Passarelli
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