Ricordo Foibe, presidente Pallante “Tra quelle vittime ci sono 49 molisani. Ognuno di loro merita di essere ricordato dalla nostra gente”

Quintino Pallante consiglio regionale Molise
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CAMPOBASSO –  Nella ricorrenza del “Giorno del Ricordo”, istituito dal Parlamento italiano nel 2004 per ricordare le vittime delle foibe e dell’esodo degli Istriani, Fiumani e Dalmati dalle loro terre, il Presidente del Consiglio regionale, Quintino Pallante, ha dichiarato:

“Ricordare perché mai più si ripeta, mai più. Quello delle Foibe fu un vero e proprio genocidio perpetrato dal regime totalitario del dittatore jugoslavo Tito, dimenticato per tante ragioni dalla storia ufficiale e che il nostro Paese e l’opinione pubblica della nostra Nazione devono onorare per non dimenticare.

Non ci sono ragioni umane sul perché si sviluppò quell’odio etnico, politico, anti-italiano che scatenò una disumana, ferocia e sanguinosa caccia all’uomo, che portò all’ orrenda morte di decine di migliaia di Italiani.

Tra quelle vittime barbaramente uccise ci sono ben quarantanove molisani. Ognuno di loro merita di essere ricordato dalla nostra gente, dalla nostra Regione. Non posso in questo momento non dedicare un pensiero affettuoso alla signora Nella Reggente, esule da Pola che ha vissuto sulla sua pelle quel terribile e drammatico momento storico e che ora vive nella nostra bella Termoli.

La politica, l’opinione pubblica, devono rigettare, senza se e senza ma, le motivazioni che portarono all’oblio che ha coperto, per decenni, questi inenarrabili orrori.

Orrori compiuti, in maniera disumana e spregiudicata dagli uomini di Tito e nascosti, e lo sottolineo, in qualche modo anche da una parte del nostro sistema politico e mediatico.

La nostra è oggi una democrazia matura che guarda e deve guardare senza pregiudizi di alcun genere alla propria storia, riconoscendo i propri errori ma allo stesso tempo chiedendo conto degli errori compiuti da altri, come accaduto per le Foibe.

La tragica e drammatica storia del massacro delle Foibe deve essere, come spero e credo stia diventando, patrimonio di tutta l’Europa, responsabilizzando ogni governo a lottare contro quelle logiche politiche di stampo totalitario e violento che scatenarono tale eccidio”.

Non posso in questo momento non dedicare un pensiero affettuoso alla signora Nella Reggente, esule da Pola che ha vissuto sulla sua pelle quel terribile e drammatico momento storico e che ora vive nella nostra bella Termoli.

La politica, l’opinione pubblica, devono rigettare, senza se e senza ma, le motivazioni che portarono all’oblio che ha coperto, per decenni, questi inenarrabili orrori.

Orrori compiuti, in maniera disumana e spregiudicata dagli uomini di Tito e nascosti, e lo sottolineo, in qualche modo anche da una parte del nostro sistema politico e mediatico.

La nostra è oggi una democrazia matura che guarda e deve guardare senza pregiudizi di alcun genere alla propria storia, riconoscendo i propri errori ma allo stesso tempo chiedendo conto degli errori compiuti da altri, come accaduto per le Foibe.

La tragica e drammatica storia del massacro delle Foibe deve essere, come spero e credo stia diventando, patrimonio di tutta l’Europa, responsabilizzando ogni governo a lottare contro quelle logiche politiche di stampo totalitario e violento che scatenarono tale eccidio”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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