
ISERNIA – Successo per il musical dialettale “La Porta dell’Inferno”, andato in scena all’auditorium sabato pomeriggio all’auditorium “10 Settembre 1943”.
Protagonisti de ‘La Porta dell’Inferno’ alcune ‘maschere’ simboliche, personaggi ciascuno con un suo scopo e caratterizzazione: il diavolo, l’avvocato, l’ingegnere, il medico, il notaio, il veterinario, la farmacista, il maestro di musica, il professore, il muratore, il falegname, il calzolaio, il pittore, il fabbro, il sarto, il sagrestano, il barbiere, il macellaio, la bigotta e il cafone.
Il Diavolo, fermo davanti alla porta dell’inferno, vede alcune anime che attendono d’entrare. Domanda loro da dove arrivino. Le anime, allora, cantando una per volta, descrivono la città di provenienza. Da quanto ascoltato il demonio comprende che si tratta di Isernia. Quindi, chiede ai dannati cosa vorranno fare una volta entrati, giacché saranno costretti a lavorare per riparare ad ogni colpa commessa. Infine, tutti entrano nell’inferno e la mascherata si conclude.
Soddisfatto il sindaco di Isernia, Piero Castrataro, per il successo dell’evento che rientra negli appuntamenti del carnevale isernino.
“Vorrei iniziare la settimana con un ringraziamento speciale a tutti coloro – ha affermato Piero Castrataro – che si sono resi protagonisti di un altro week-end ricco di eventi in città.
Grazie di cuore agli attori, ai figuranti, ai musicisti e, naturalmente, agli organizzatori de “La Porta dell’Inferno”, che hanno riportato in scena la tradizionale mascherata paesana ormai tornata ad essere appuntamento fisso del carnevale isernino.
Un sentito ringraziamento va, inoltre, al Coro Polifonico Lorenzo Perosi di Dorgali, in provincia di Nuoro, per aver portato con i suoi “Canti senza confini”, un po’ di Sardegna nel cuore del Molise e per aver scelto Isernia quale tappa di una serie di concerti itineranti sul nostro territorio.
Ancora grazie a tutti, la vostra partecipazione, il vostro impegno e la presenza dei cittadini – ha concluso Castrataro – sono sempre un grande stimolo per noi!”
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