Venafro, Via Crucis Vivente: il Gruppo Scout prepara la 37ª edizione

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VENAFRO – Appuntamento con la Via Crucis Vivente che domenica 6 aprile percorrerà le strade della cittadina.

Manca pochissimo alla rappresentazione della Via Crucis Vivente, la rievocazione mistica del percorso di Cristo verso il Golgota che costituisce per i venafrani un appuntamento legato alla fede ma anche alla tradizione cittadina. La Via Crucis proposta dai giovani Scout dell’AGESCI Venafro 4 ha inoltre il merito di offrire agli astanti un momento di riflessione collettiva sul significato della sofferenza, una condizione che oggi pare voglia conquistare più di sempre la sua egemonia sul mondo. In un periodo storico come quello che stiamo vivendo, così segnato da guerre, crisi sociali, povertà e diseguaglianze, la Via Crucis non è solo una rievocazione storica e mistica ma diventa un’occasione per soffermarsi a meditare su temi universali come il dolore, la resilienza e la solidarietà.

Domenica 6 aprile alle 19:30 ci si potrà dunque radunare in Piazza Garibaldi (Porta Nuova) dove si svilupperanno la prima, la seconda e la terza stazione. La manifestazione proseguirà verso Piazza Guglielmo Marconi dove sarà accolta la quarta stazione, la quinta su Corso Lucenteforte, la sesta in Via Milano, la settima in Piazza Vittorio Veneto, l’ottava in Via Roma, la nona in Piazza Salvo D’Acquisto così da percorrere poi il tratto finale che conduce su Corso Campano e Salita Vincenzo Cuoco, verso il giardino di proprietà del Notaio Ventriglia dove saranno accolte le scene finali del pellegrinaggio.

Tradizione spirituale, storica e culturale la Via Crucis ma anche emblema e metafora della vita, che in una plausibile associazione di idee si può correlare a quell’altro viaggio di dolore e di speranza che è il cammino dei migranti e dei popoli ultimi a causa della globalizzazione, delle diseguaglianze economiche e dei conflitti.  Un racconto sociale dove l’emancipazione dell’uomo moderno si misura nel rispetto di quei principi morali come dignità e accoglienza, troppe volte disattesi.

Federica Passarelli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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