E’ Pasqua, Cristo è risorto! Teco vorrei o Cristo Gesù, dalla furente morte alla gloriosa risurrezione

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CAMPOBASSO – Nel capoluogo di Regione, come di consueto, si rinnova la processione del venerdì santo in cui, circa 600 voci, accompagnati con musica, ripetono per le vie della città l’inno all’Addolorata detto “il mortorio”, musicato dal maestro campobassano Michele De Nigris, sui versi di Pietro Metastasio.

Teco vorrei oh Signore Gesù se solo questa notte riuscissi a comprendere un poco il grande mistero del tuo dolore. Chiudere gli occhi e immaginare quell’ora funesta, in cui, per amor nostro, ti desti al supplizio e alla umana morte.

Teco vorrei o Gesù buono, stringerti al petto e ricondurti a Maria: la Madre addolorata, che nel suo cuore fece propria la divina volontà e che, silenziosa e in disparte, il tuo ingiusto calvario comprese e accompagnò sino all’ultimo tuo respiro.

Teco vorrei oh Madre mia, consolare l’animo tuo, straziato e fiducioso nella gloria di Dio.

Teco, teco vorrei Gesù e Maria ma non vedo, non odo e né tocco, eppur credo!

Mi taccio e contemplo: le nere vesti delle donne in pena, che con gli uomini avanzano in riga e dalla cui voce odo il canto dire: <<Chi porta in pugno il mondo a terra è già caduto, Né gli si porge aiuto: oh! Ciel che crudeltà. Se cade l’uomo ingrato tosto Gesù il conforta, ed è per Gesù morta al mondo ogni pietà.>>.

E così si fa senso la preghiera di Luca il detenuto: <<Se continuiamo a vivere con odio e rabbia ci scaglieremo sempre contro le persone che ci circondano e anche se volessero aiutarci non glielo permettiamo restando nel rancore. Signore Gesù, perdonaci. Noi fratelli detenuti molto spesso non accettiamo la condanna e le regole, anche se a volte sono troppo rigide e ferree, ma noi abbiamo commesso l’errore e chi sta in carcere per la custodia e la limitazione alla nostra libertà è una persona che fa il suo lavoro, va sempre rispettata. Signore Gesù liberaci, liberaci dal nostro senso di colpa che ci inchioda ai peccati commessi e non ci fa amare noi stessi. Donaci, invece, il senso del peccato che ci permette di esaminare la nostra condotta, comprendere dove abbiamo sbagliato e dare il massimo per non ripetere gli errori. Signore Gesù insegnaci, insegnaci che tutto gira intorno a una grandissima parola: “perdono” Perdoniamoci. Perdona e sarai perdonato. L’odio non porta a niente: oscura la mente con la rabbia e il rancore verso tutti e senza accorgercene crea disagio a chi ci sta vicino e a noi stessi perché non ci fa amare più la vita. Maria, madre di Dio, proteggici. Sei tu la mamma dolce, che ci conduce verso la bellezza della vita, che è donata a noi dal figlio tuo. Amen.>>.

Ed è così che, nelle parole del Vescovo Colaianni, si fa senso l’esempio del cireneo: <<Tutti, tutti siamo con voi per dirvi: voi state reclusi per quello che voi stessi avete espresso ma nel cuore creiamo comunione, perché questo ci apre alla speranza, per voi soprattutto di essere liberi dentro per poter essere liberi poi fuori, essere in comunione con noi ora, per poter essere in comunione poi con le vostre famiglie, le comunità che incontrerete. La Madonna addolorata vi porti nel suo cuore e vi offra al Signore come ha fatto con Gesù, perché la vostra sofferenza sia consolata e la chiusura che vivete sia tempo per maturare libertà interiore e reincontrare la società che, con fiducia, vi assicuro, e con fraternità, vi attende. La Chiesa è presente.>>.

Oh Signore, ora sì che vedo, che odo e che tocco. E in questo sabato di aprile, nel silenzio della natura si cela la pace tanto attesa. Il cinguettio degli uccelli preannuncia la festa. E lo sguardo del sole, alto nel firmamento, anticipa la bellezza del Cristo risorto. Alleluia!

E così mi sovviene il venerdì di passione ma, questa volta, non per versar lacrime. Teco vorrei, Gesù e Maria, cantar di gioia: <<Tomba, che chiudi in seno il mio Signor già morto, sin ch’Ei non sia risorto non partirò da te. Alla spietata morte allor dirò con gloria: Dov’è la tua vittoria, Dove, dimmi dov’è>>.

Luigi Fantini

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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