
ORATINO – Gianluca Ciancibello brilla alla X edizione del Premio Nazionale Alda Merini: terzo posto per la sua poesia.
Dalla notte dei tempi la poesia rappresenta la forma e lo stile d’eccellenza per esprimere le proprie emozioni e i propri sentimenti. In altri termini, essa si fa strumento che dà forma ai sensi, alle immagini, ai pensieri e all’intuito, impastandoli in un intreccio di sfumature tali che, in un assolo melodico e armonico, danno vita all’estro e sugellano l’ingegno.
Anche negli anni che viviamo, questa antica e sempre nuova forma d’arte è presente e – oggi più che mai – si contrappone alla imponente e imperante comunicazione dei versi criptati.
Voglio immaginare che ciascun essere pensante, depositario di un animo sensibile, da bambino, da adolescente ovvero nel corso della propria umana esistenza abbia – almeno per una volta – sognato una poesia, foss’anche con lo sguardo proiettato sullo sfondo di un orizzonte o sui lineamenti di un viso oppure sui petali di un fiore di campo.
Ma se l’istantaneo è la forma grossolana e universalmente utilizzata del verso poetico, quello che germoglia e fruttifica dall’esperienza, dalla costanza e dalla passione alimentata nel tempo, ne proiettano la forma matura di un’arte vera.
E un’arte sembra essere l’opera “Le luci le ombre l’essere sognante” del giovane molisano Gianluca Ciancibello, di Oratino, il cui componimento è stato premiato a Imola nel pomeriggio del 31 maggio 2025 in relazione alla X edizione del Premio Nazionale di Poesia e Narrativa Alda Merini.
La commissione, nel premiare il lavoro per la sezione Silloge inedita, classificatasi, ex equo, al terzo posto, così si è espressa: << “Le luci le ombre l’essere sognante” sfogliamo istantanee dell’animo che osserva e interagisce con dinamiche comuni e talvolta con spaccati di società. Esplorando dubbi, paure e angosce, si riconosce nella dolcezza un elemento imprescindibile, il faro capace di assottigliare le ombre. E questa dolcezza che avvolge, che rieduca l’animo e rinnova la speranza ci proietta in sogni e traguardi di comune interesse>>.
Considerazioni inebrianti che, con le parole dell’intramontabile Maria Grazia Deledda così mi lasciano pensare del giovane oratinese: <<Se vostro figlio vuole fare lo scrittore o il poeta sconsigliatelo fermamente. Se continua minacciatelo di diseredarlo. Oltre queste prove, se resiste, cominciate a ringraziare Dio di avervi dato un figlio ispirato, diverso dagli altri>>.
Luigi Fantini
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