
ISERNIA – Cerimonia solenne questa mattina, lunedì 2 giugno, in piazza Tullio Tedeschi, per celebrare il 79esimo anniversario della nascita della Repubblica.
In occasione del 79º anniversario della fondazione della Repubblica Italiana, la Prefettura di Isernia, in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Isernia, il Comando Militare Esercito “Molise”, l’Ufficio Scolastico Regionale e la “Fondazione Lello Lombardi”, ha clebrato la ricorrenza della Festa della Repubblica.
Presso il Monumento ai Caduti, in Piazza Tullio Tedeschi, si tenuto il picchetto d’onore, l’alzabandiera, la deposizione della corona da parte del Prefetto, Giuseppe Montella e la lettura del messaggio del Capo dello Stato, Sergio Mattarella. A seguire alcuni contributi musicali e la consegna di una copia della Costituzione ai componenti della Consulta Provinciale Studentesca della provincia di Isernia.
La cerimonia proseguirà, poi, presso l’Aula Magna dell’ex seminario vescovile della Diocesi di Isernia–Venafro, alla presenza delle Autorità civili, militari e religiose, dove sono stati consegnati i diplomi dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, conferiti dal Presidente della Repubblica agli insigniti. Inoltre, allestita in Piazza Tullio Tedeschi un’esposizione statica dei mezzi di ordinanza delle Forze dell’Ordine e dei mezzi di soccorso dei Vigili del Fuoco e della Croce Rossa italiana.
“Il 2 giugno del 1946 gli italiani, con il voto, scelsero la Repubblica, aprendo una nuova pagina della nostra storia. A distanza di 79 anni, ricordiamo – commenta il sindaco Piero Castrataro, presente alla cerimonia – l’importanza della partecipazione, del senso civico e della democrazia, perché quello che siamo oggi è il frutto dell’impegno di chi, in passato, si è battuto per consegnarci una società più giusta e renderci uomini e donne liberi. Non dimentichiamolo e, in questo difficile momento, facciamoci portavoce di questi principi nella costruzione di un futuro di coesione e solidarietà. Grazie a chi ha voluto esserci, in particolare ai bambini e ai giovani, custodi della nostra democrazia”.
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