Parte a Campobasso la raccolta firme della proposta di legge per legalizzare tutte le scelte di “fine vita”

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CAMPOBASSO – Parte dal capoluogo di regione la raccolta firme della proposta di legge per legalizzare tutte le scelte di “fine vita”, inclusa l’eutanasia, con il pieno coinvolgimento del servizio sanitario nazionale.

“I volontari della Cellula Coscioni Molise – si legge in una nota – saranno presenti sabato 28 giugno in Piazza Municipio dalle 10.30 alle 20.00 per la raccolta firme a sostegno della proposta di legge per legalizzare tutte le scelte di fine vita, inclusa l’eutanasia, proposta dall’Associazione Luca Coscioni. Ad aprire la campagna di raccolta firme sono stati invitati tutti i consiglieri firmatari della proposta di legge sul suicidio medicalmente assistito presentata in Consiglio Regionale il 15 aprile scorso.

L’obiettivo è di raccogliere le firme, cartacee e digitali, di almeno 50.000 persone in due settimane necessarie per poter depositare la proposta in Parlamento prima della ripresa della discussione sul fine vita prevista in Senato il 17 luglio.

La proposta di legge depositata in Corte di Cassazione mira a garantire a tutte le persone maggiorenni, in grado di intendere e di volere e affette da patologie irreversibili, la possibilità di richiedere – nel rispetto della Costituzione – un aiuto medico alla morte volontaria. In tutta Italia il diritto a questo aiuto è legale, a determinate condizioni, grazie alla sentenza 242/2019 sul caso “Cappato-Dj Fabo”, ma mancano procedure e tempi certi, e ci sono persone come Federico Carboni e Laura Santi che hanno atteso anche due o tre anni prima di ottenere una risposta. Alcuni pazienti, inoltre, restano discriminati perché, a causa delle loro patologie, non sono in grado di autosomministrarsi il farmaco letale. Oggi si chiede di estendere  il diritto anche all’eutanasia per mano di un medico, e anche per le persone che non siano dipendenti da trattamenti di sostegno vitale.

Il testo prevede tempi certi, garanzie e, al contrario dell’orientamento emerso in questi giorni dalla maggioranza di Governo, il pieno coinvolgimento del Servizio sanitario nazionale, lasciando libera scelta alla persona tra autosomministrazione o somministrazione da parte del medico. È prevista la possibilità per i medici di partecipare su base volontaria, ma resta l’obbligo per le strutture sanitarie di assicurare comunque la procedura”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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