L’eredità linguistica di Pasolini: all’UniMol un convegno internazionale a 50 anni dalla scomparsa

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CAMPOBASSO – Dal 28 al 30 ottobre l’Università degli Studi del Molise ospiterà il convegno internazionale L’Eredità Linguistica di Pier Paolo Pasolini (1922–1975), un evento di respiro accademico e culturale che riunirà studiose e studiosi da tutta Italia e dall’estero per esplorare la complessità linguistica e intellettuale di uno degli autori più poliedrici del Novecento.

Curato da Antonio Montinaro e Annibale Gagliani (UniMol), il convegno si propone di indagare i molteplici linguaggi pasoliniani – dal dialetto alla lingua letteraria, dal cinema alla critica sociale – a cinquant’anni dalla morte dell’intellettuale friulano.

Un autore senza confini

In un’intervista rilasciata a Stoccolma il 31 ottobre 1975, l’ultima prima della sua tragica scomparsa, Pasolini rispose alla domanda su quale qualifica preferisse tra poeta, regista, sceneggiatore, attore, critico, scrittore, dicendo semplicemente: “Scrittore”. Una risposta che riflette la difficoltà, ancora oggi, di racchiudere in un’unica definizione la sua figura. Pasolini fu infatti attore, giornalista, insegnante, militante politico, pittore, teorico della lingua, traduttore, oltre che autore di poesia, narrativa, saggistica e cinema.

Una tale versatilità ha lasciato un’impronta profonda anche sul piano linguistico, sollevando interrogativi cruciali: è possibile delineare i tratti salienti della lingua – o delle lingue – che hanno veicolato la sua opera? Qual è l’eredità linguistica che ci ha lasciato?

Tre giorni di riflessione e confronto

Il convegno, patrocinato dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Molise e dall’Ordine dei Giornalisti del Molise, si aprirà martedì 28 ottobre alle ore 14.00 presso l’Aula Magna “Vincenzo Cuoco” (I Edificio Polifunzionale, viale Alessandro Manzoni, Campobasso), con i saluti istituzionali del Rettore Giuseppe Peter Vanoli e delle autorità accademiche e istituzionali.

La lectio inaugurale sarà affidata a Paolo D’Achille, presidente dell’Accademia della Crusca, figura di riferimento nel panorama linguistico italiano.

Nel corso delle tre giornate, relatori e relatrici provenienti da prestigiose università italiane e internazionali si confronteranno su temi che spaziano dalla lingua dei romanzi e delle poesie pasoliniane, all’uso del dialetto, fino al linguaggio cinematografico e alla dimensione critica e politica della sua scrittura.

Un’occasione preziosa per rileggere Pasolini alla luce della sua attualità e per riflettere, attraverso la sua opera, sul rapporto tra lingua, cultura e società.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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