
VENAFRO – “Un dolore inconsolabile. Un urlo che arriva fino al cielo. È assurdo che un figlio venga rubato ai genitori, alle sorelle, agli amici.”
Con questo pensiero, che ha attraversato i cuori di tutti i presenti, scriviamo dell’ultimo saluto a Nicola Matteo, il giovane di 28 anni scomparso ieri a causa di una malattia.
La Cattedrale di Venafro, gremita in ogni ordine di posto, ha accolto la salma del ragazzo in un clima di profonda partecipazione civile e umana. Presenti familiari, amici, conoscenti, e tanti cittadini colpiti dalla sua storia. Presente anche un picchetto d’onore della Polizia di Stato, in segno di vicinanza e rispetto per il padre di Nicola, Nicandro, in servizio presso la Questura di Isernia.
Il funerale è stato un momento di raccoglimento collettivo, in cui la città intera ha voluto stringersi attorno alla famiglia, ricordando Nicola come un ragazzo pieno di vita, strappato troppo presto. Il sindaco Alfredo Ricci, interpretando l’emozione della comunità, ha proclamato per la giornata odierna il lutto cittadino, con bandiere a mezz’asta e sospensione delle attività pubbliche e commerciali in concomitanza con la funzione.
“Venafro piange, ma ricorda” – è stato detto durante la cerimonia – “La memoria di Nicola resterà viva nei cuori di chi lo ha amato.”
All’uscita, nel piazzale antistante la Cattedrale, la bara di Nicola è stata accolta da un lungo e commosso applauso. Un gesto spontaneo, intenso, che ha unito genitori, sorella, amici e una folla silenziosa nel dolore e nell’affetto.
Nicola lascia la mamma Carina, il papà Nicandro e la sorella Matilde, che hanno ricevuto l’abbraccio sincero di tutta la città. La sua storia, il suo coraggio, il suo sorriso resteranno impressi nella memoria collettiva di Venafro.
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