
CAMPOBASSO – L’approvazione della ripartizione del Fondo Sanitario Nazionale 2025 da parte della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome segna un passaggio politico di grande rilevanza per territori a bassa densità abitativa e complessi come il Molise.
Per la prima volta, tra i criteri di valutazione entrano la densità demografica e la dispersione territoriale, riconoscendo esplicitamente le difficoltà strutturali e gli oneri aggiuntivi che caratterizzano le realtà più piccole e soggette a spopolamento.
Il risultato è frutto di un lavoro sinergico che ha visto collaborare le Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Liguria, Marche, Molise, Sardegna e Umbria.
“La Regione Molise ha visto riconoscere quanto da anni affermiamo, ovvero che la ripartizione del Fondo Sanitario Nazionale debba basarsi su criteri che tengano conto delle caratteristiche morfologiche dei territori e della densità demografica”, ha dichiarato il Presidente Francesco Roberti.
“Ringrazio il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, con cui abbiamo condotto questo percorso al termine del quale abbiamo raggiunto un risultato importante quanto storico”, ha aggiunto.
Secondo Roberti, l’applicazione di criteri più equi potrà modificare sensibilmente la distribuzione delle risorse, correggendo gli squilibri ancora esistenti e riequilibrando la ripartizione tra regioni più grandi e regioni più piccole, spesso penalizzate da criteri ormai datati.
“Ora l’obiettivo è completare l’opera nel 2026, affinché questi criteri entrino stabilmente nella ripartizione ordinaria del Fondo Sanitario. Solo così potremo superare la limitatezza della premialità e garantire un riequilibrio concreto e duraturo, assicurando pari diritti e pari servizi ai cittadini molisani”, ha sottolineato il Presidente.
Un contributo importante arriva anche dal mondo accademico: l’Università degli Studi del Molise è parte del Comitato incaricato di elaborare proposte di criteri integrativi e sostitutivi, insieme agli atenei di Milano-Bicocca, Roma “Tor Vergata”, Campania “Luigi Vanvitelli”, Padova, Genova e Bologna.
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