
VENAFRO – Pubblicata la prima edizione italiana della ‘Protogaea’ di Leibniz a cura del filosofo Francesco Giampietri.
La Protogaea di Gottfried Wilhelm Leibniz è riconosciuta come un’opera fondamentale per diversi motivi scientifici, filosofici e storici. Un’opera che ha esercitato una notevole influenza sul modo di studiare la Terra ed ha anticipato concetti moderni di geologia e paleontologia rappresentando un ponte tra scienza moderna e cultura del suo tempo. Un’opera scritta in latino da Leibniz e successivamente tradotta solo in tedesco, inglese e francese.
Fino ad oggi mancava dunque una traduzione italiana e la grave lacuna storica è stata colmata da Francesco Giampietri (Venafro 1983-2020), storico della filosofia, scrittore e traduttore, studioso del pensiero leibniziano e autore di diversi libri – come ‘Il cielo sceso a corte’, ‘Leibniz allo specchio’, ‘Le cure del mondo’ e i libri di narrativa ‘Cartoline dalla terra che forse esiste’ e ‘Lettere e disarmonia’ – che decide di avviare un lavoro di ricerca con l’Università Roma Tre proprio sulla Protogaea. Il progetto, che Giampietri non ha fatto in tempo a pubblicare è stato poi revisionato da amici e colleghi che hanno raccolto i suoi materiali facendo in modo che il volume venisse finalmente pubblicato dalla casa editrice ‘Mimesis’ e che dal 28 novembre è disponibile in tutte le librerie. Un grazie speciale va rivolto dunque ad Antonio Clericuzio, Fabio Forgione, Giacomo Manzi, Alessandro Ottaviani, Roberto Palaia, Paolo Pecere.
La pubblicazione pertanto non è solo un fondamentale contributo scientifico per la comunità accademica ma è anche un vero e proprio atto di riconoscenza, un modo per consegnare a tutti il lavoro di un ricercatore che si è sempre contraddistinto per la sua cultura eclettica, per la sua passione infinita verso la ricerca e per quella fulgida intuizione che lo contraddistingueva e che ha segnato il suo percorso da studioso instancabile.
Tra le sue pagine di appunti Francesco Giampietri ha annotato che la ‘Protogaea’ di Leibniz è “un’opera fondamentale per fare piena luce sugli sviluppi del pensiero scientifico della prima modernità e che, con buona pace di Descartes, rispondeva soprattutto all’esigenza di scacciare il caos dalla storia del mondo”. Non solo un’opera scientifica e storica ma un invito a coltivare meglio il pensiero, a sorreggere l’importanza della conoscenza, a non lasciarsi andare alle passioni tristi perché deve continuare ad eternarsi ancora quell’atto di consapevolezza della comunità umana verso la Terra e i suoi equilibri. La forza di quest’opera si rintraccia in una eredità essenziale che, grazie al lavoro di Francesco Giampietri e al guizzo che l’ha ispirato nel renderla accessibile a tutti, ci rende protagonisti più consapevoli di appartenere al migliore dei mondi possibili.
Federica Passarelli
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