Natale, l’augurio del Vescovo Palumbo è di “santa inquietudine”

Natale, auguri, Vescovo Palumbo
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TERMOLI – Non un Natale di facili consolazioni, ma un invito profondo a lasciarsi provocare dal Mistero. È questo il cuore del messaggio natalizio che il Vescovo della Diocesi di Termoli-Larino, mons. Claudio Palumbo, ha rivolto al “Popolo di Dio” in vista delle festività: un augurio che sorprende per intensità e originalità, perché non si accontenta di parole di circostanza, ma chiama ciascuno a una scelta esistenziale.

«Augurissimi a tutti… ma di santa inquietudine!», scrive il Vescovo, aprendo una riflessione che parte dalla mangiatoia di Betlemme per interrogare la fede, la speranza e l’amore di ogni credente. Dinanzi al Bambino, tra il bue e l’asinello, con Maria, Giuseppe, i pastori e i Magi in cammino, mons. Palumbo pone una domanda diretta: «E noi che facciamo? Decidiamo di entrare in questo stupefacente Mistero di salvezza, oppure restiamo a guardare sulla soglia?».

Il messaggio si sviluppa come un itinerario spirituale che attraversa le contraddizioni della storia e le fatiche del presente, ma senza cedere al pessimismo. Al contrario, il Vescovo invita a leggere la crisi come occasione di crescita, come “tunnel” da attraversare per diventare adulti nella fede e nell’umanità. «La pace – scrive – nasce da questo provvidenziale dinamismo di marcia».

La “santa inquietudine” diventa così il filo conduttore di un Natale che non si rifugia nel sentimentalismo, ma si lascia attraversare dalla luce che irrompe nelle tenebre. È un’inquietudine che spinge a non restare fermi, a non cedere alla tentazione dell’indifferenza, a non vivere «come se nulla fosse accaduto». È la stessa inquietudine che ha abitato Giuseppe, chiamato a fidarsi di Dio anche quando tutto sembrava perduto.

«Non temiamo – scrive ancora mons. Palumbo – Dio non entrerà con prepotenza. Non farà violenza alla nostra libertà. Ma ci invita a guardare con occhi nuovi, a lasciarci sorprendere». E conclude con un augurio che è anche una sfida: «Non fuggiamo da questa nostra storia, perché è proprio qui che, ancora una volta, Dio ha deciso di nascere e di far nascere la nostra gioia, la nostra pace e la nostra speranza».

Un messaggio che scuote e consola, che invita a non restare “cristiani da divano”, ma a lasciarsi coinvolgere, con coraggio, dal Mistero del Natale. Perché, come insegna Sant’Ireneo, «venendo nel mondo, Cristo ci porta ogni novità».

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