Madre e figlia morte per sospetta intossicazione, cinque sanitari indagati

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CAMPOBASSO – Sui tragici eventi di Pietracatella riguardanti la morte di madre e figlia per sospetta intossicazione, la Procura della Repubblica del Tribunale di Campobasso, nell’esprimere il più profondo cordoglio per la perdita di una giovane ragazza di soli 15 anni e della propria madre, decedute a breve distanza luna dall’altra tra il 27 dicembre e la giornata successiva, precisa:

“La morte di una minorenne  avvenuta con modalità così repentine e drammatiche, rappresenta un evento che scuote l’intera comunità e impone a questo Ufficio il massimo impegno investigativo per restituire risposte certe alla famiglia e ai cittadini.

Le attività investigative, affidate alla Squadra Mobile con il coordinamento di questa Procura, sono state avviate d’urgenza per definire la dinamica degli eventi e stabilire l’esatta causa dei decessi.
Si comunica che anche il padre della ragazza è attualmente ricoverato, sotto osservazione, presso l’istituto Spallanzani di Roma. Per ragioni precauzionali, inoltre, anche la sorella della minore è ricoverata presso lo stesso Istituto.
Allo stato, il procedimento penale vede l’iscrizione nel registro degli indagati di 5 soggetti, appartenenti al personale sanitario intervenuto nelle prime fasi di assistenza. Le fattispecie di reato per cui si procede sono quelle di cui agli artt. 589,590 e 590-sexies del codice penale.
L’indagine è prioritariamente volta a ricostruire l’intera catena degli interventi medici, con specifico riguardo ai precedenti accessi della quindicenne presso il Pronto Soccorso: risulta, infatti, che la minore si fosse presentata in struttura per due volte prima del decesso. Parimenti, si indaga sugli interventi richiesti dalla madre prima dell’evento fatale.
Data l’estrema complessità del quadro clinico, sono stati disposti accertamenti multidisciplinari, comprensivi di esami autoptici e consulenze specialistiche, orientati secondo tre direttrici:
  1. responsabilità individuali: verificare l’eventuale sussistenza di negligenze o sottovalutazioni del quadro clinico della minore e della madre, nonché errori nell’applicazione dei protocolli diagnostici.
  2. individuazione della “fonte di innesco”: risalire con assoluta precisione all’origine della patologia e all’agente causale che ha determinato un exitus così fulmineo per una giovane di 15 anni e per la sua genitrice, chiarendo le ragioni di una simile virulenza.
  3. tutela della salute pubblica: ricostruire l’insorgenza patologica per isolare eventuali, residue, “fonti di innesco” ed interrompere ogni dinamica di rischio, garantendo che nessun altro cittadino possa essere coinvolto in una tragedia di questa natura.
L’iscrizione dei sanitari nel registro degli indagati – conclude la nota della Procura – costituisce un atto dovuto, necessario per garantire il diritto di difesa e la partecipazione dei soggetti coinvolti agli accertamenti tecnici non ripetibili che saranno disposti a breve.”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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