
VENAFRO – Un confronto diretto, concreto e determinato per il rilancio dell’ospedale SS. Rosario. È quanto avvenuto nella mattinata di ieri, quando il Sindaco di Venafro Alfredo Ricci, insieme al Comitato SS. Rosario, ha incontrato il Direttore Generale dell’ASReM Gianni Di Santo all’interno della struttura sanitaria cittadina.
Al centro del colloquio, la richiesta prioritaria di attivare un Punto di Primo Intervento, ritenuto “indispensabile per fare fronte alle emergenze del territorio”. Una battaglia che l’Amministrazione comunale e il Comitato portano avanti da tempo, con il sostegno anche del Presidente della Regione Francesco Roberti, che ha manifestato disponibilità e impegno in tal senso. Il nodo resta la carenza di personale medico, ma – riferisce Ricci – “ASReM sta individuando soluzioni contrattuali praticabili per raggiungere l’obiettivo”.
Durante l’incontro è stata ribadita anche l’urgenza di riattivare il servizio di Riabilitazione, sospeso durante la pandemia e mai ripartito, e di potenziare ulteriormente gli ambulatori. Il Sindaco ha ricordato i risultati già ottenuti grazie al dialogo costante tra Comune, Comitato, ASReM e Regione:
- Attivazione della RSA, oggi pienamente operativa;
- Potenziamento degli ambulatori specialistici;
- Continuità garantita per il servizio di Radiologia;
- Avvio della COT (Centrale Operativa Territoriale);
- Acquisto e messa in funzione di un nuovo mammografo.
A questi si aggiungono i lavori di rifunzionalizzazione della struttura, tuttora in corso, su cui è stato fatto il punto durante la visita.
“Il nostro impegno non è una novità – ha dichiarato Ricci – ma la conferma del lavoro di sempre, su cui continuiamo ad essere in prima linea”. Il Sindaco ha ribadito che la valorizzazione del SS. Rosario si inserisce in una visione più ampia di tutela della sanità pubblica, che coinvolge anche il Veneziale di Isernia e gli altri presìdi del territorio.
“Continueremo a lavorare nelle sedi istituzionali competenti – ha concluso – per garantire ai cittadini servizi sanitari adeguati, accessibili e di qualità. La sanità pubblica non si difende a parole, ma con atti concreti e con una presenza costante sul campo”.
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