
COLLI AL VOLTURNO – Nonostante la pioggia, sono partiti in cento. Da dieci comuni, da due Parchi Nazionali, con un obiettivo comune: difendere i corridoi ecologici dell’Appennino e il futuro dell’orso bruno marsicano.
L’iniziativa “I corridoi dell’orso: da due parchi un cammino comune”, promossa dal Coordinamento No Pizzone II, ha unito simbolicamente i territori del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e del Parco Nazionale del Matese, lanciando un messaggio chiaro contro la realizzazione della centrale di pompaggio Enel “Pizzone II”.
Alle 13.00, dopo aver percorso tra i 6 e i 20 chilometri, i gruppi di camminatori provenienti da Pizzone, Castel San Vincenzo, Rocchetta al Volturno, Castelnuovo, Scapoli, Filignano, Montaquila, Monteroduni, Macchia d’Isernia e Fornelli si sono ritrovati a Colli al Volturno. Ad attenderli, un teatro comunale gremito per il convegno pomeridiano.
Al centro del dibattito, la tutela dell’orso marsicano – una sottospecie unica al mondo, ridotta a circa 50 esemplari – e la necessità di garantire spazi e connessioni ecologiche per la sua sopravvivenza. Gli interventi degli esperti hanno evidenziato come la costruzione della centrale, con chilometri di gallerie e un intenso traffico di mezzi pesanti, rischi di compromettere una delle poche direttrici naturali di espansione della specie verso l’Alto Molise e il Matese.
Ma il tema è anche politico e nazionale: «Autorizzare un’infrastruttura di questo tipo all’interno di un Parco Nazionale – è stato detto – costituirebbe un precedente pericoloso, replicabile altrove».
Accanto agli aspetti ambientali, il convegno ha offerto spunti concreti per uno sviluppo alternativo e sostenibile delle aree interne. Le cooperative di comunità La Monna (Villa Scontrone) e CISAV (Alta Valle del Volturno) hanno raccontato le loro esperienze. Il professor Luigi Mastronardi (Unimol) ha illustrato dati che mostrano come l’inclusione in un’area protetta possa aumentare il reddito pro capite e contrastare lo spopolamento. Roberto D’Alessio (CAI Montaquila) ha presentato il progetto Vimont per la certificazione dei villaggi di montagna.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco Emilio Incollingo e del presidente del Parco del Matese Andrea Boggia, Marco Capasso e Barbara Raddi del Coordinamento No Pizzone II hanno ribadito l’impegno a mantenere alta l’attenzione pubblica e istituzionale: «Quella di oggi – hanno dichiarato – è una tappa importante di un percorso più ampio, che vuole difendere il territorio e offrire alle comunità locali alternative concrete e durature».
© RIPRODUZIONE RISERVATA













