
CAMPOBASSO – L’emergenza cinghiali nel Parco nazionale del Matese torna al centro del dibattito regionale.
Coldiretti Molise ha incontrato ieri, 23 febbraio, Riccardo Terriaca, componente del Comitato provvisorio del Parco su designazione ISPRA e presidente regionale di Confcooperative Molise, per chiedere all’Ente l’avvio di un Piano di contenimento della fauna selvatica. Un confronto definito “cordiale e costruttivo”, al quale hanno preso parte anche Giuseppe Licursi, presidente regionale dei Senior Coldiretti, e Carmela Colozza, vicepresidente di ConfcooperativE.
Il direttore regionale di Coldiretti Molise, Aniello Ascolese, ha ribadito come la presenza incontrollata dei cinghiali stia mettendo a rischio la sopravvivenza delle imprese agricole e zootecniche dell’area.
«Le aziende che da sempre operano nel Parco – ha spiegato Ascolese – sono veri fiori all’occhiello della nostra produzione agroalimentare, ma oggi vengono messe letteralmente in ginocchio dalla fauna selvatica che distrugge raccolti e spinge queste attività verso la chiusura».
Secondo Coldiretti, la situazione è ormai insostenibile: i danni non riguardano solo le coltivazioni, ma anche la sicurezza stradale, la tenuta del territorio e la continuità produttiva delle imprese. Una criticità confermata anche da altre fonti locali, che parlano di un problema “grave e strutturale” nell’area compresa tra Molise e Campania.
Pur essendo vietata l’attività venatoria all’interno dei Parchi nazionali, la normativa consente agli Enti Parco di adottare Piani di contenimento della fauna selvatica.
Coldiretti chiede che il Parco del Matese eserciti questa possibilità in autonomia, per tutelare contemporaneamente:
- la biodiversità dell’area,
- le imprese agricole e zootecniche,
- la produzione di cibo,
- la manutenzione del territorio,
- il contrasto allo spopolamento.
Terriaca ha manifestato piena disponibilità a portare la questione all’attenzione del Comitato provvisorio del Parco, anche a nome del collega Mimmo Izzi e del presidente Andrea Boggia.
L’obiettivo è elaborare un Piano di gestione della fauna che tenga insieme tutela ambientale e sviluppo economico, favorendo un dialogo più stretto tra:
- Regioni Campania e Molise,
- strutture tecniche,
- portatori di interesse del territorio.
«Solo trovando i giusti equilibri – è stato sottolineato – sarà possibile garantire alle attività economiche presenti nell’area reali opportunità di crescita, in termini di produzioni e lavoro».
Il Parco nazionale del Matese, ancora in fase di strutturazione definitiva, rappresenta una grande opportunità di sviluppo per il territorio. Ma, come evidenziato da Coldiretti, senza un intervento immediato sulla gestione della fauna selvatica, il rischio è che le aziende agricole – pilastro dell’economia locale – non riescano a resistere.
La partita, ora, passa nelle mani del Comitato provvisorio del Parco, chiamato a definire un Piano di contenimento che possa conciliare tutela ambientale e sostenibilità economica.
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