CISL Molise, il sindacato lancia l’allarme: “Il territorio non sia sacrificato. Le transizioni vanno governate”

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CAMPOBASSO – «Il Molise non chiede privilegi: chiede di non essere sacrificato». Con queste parole la CISL AbruzzoMolise – attraverso il coordinatore AST Molise, Antonio D’Alessandro – richiama l’attenzione sulle trasformazioni globali che stanno ridisegnando il presente e il futuro dei territori più esposti.

Un appello forte, che parte da una constatazione: ciò che accade fuori dai confini regionali si ripercuote immediatamente sulle comunità locali.

La CISL sottolinea come le tensioni geopolitiche, le crisi energetiche, la competizione tecnologica e le nuove priorità internazionali stiano modificando gli equilibri nazionali, rendendo i territori fragili ancora più vulnerabili. «Il Molise non è un dettaglio geografico: è un territorio esposto».

Il sindacato richiama l’attenzione sulle tre grandi transizioni – ecologica, digitale e industriale – definite come scelte politiche e non come processi inevitabili. Scelte che possono generare opportunità oppure produrre nuove ingiustizie.

«La transizione ecologica può creare lavoro pulito o lasciare macerie sociali. La transizione digitale può avvicinare i servizi o tagliare fuori interi comuni. La transizione industriale può rilanciare il Paese o condannare le aree interne all’irrilevanza» afferma la CISL, ribadendo che senza una governance attenta queste trasformazioni rischiano di amplificare le disuguaglianze .

La CISL rivendica il proprio ruolo di presidio sociale: «Non siamo osservatori, ma un argine. Difendiamo il lavoro, i servizi, la dignità delle persone. Impediamo che le trasformazioni globali diventino nuove forme di marginalità locale» .

Un invito alla responsabilità collettiva e istituzionale. «La CISL Molise non starà a guardare mentre altri decidono chi deve avanzare e chi deve restare indietro», si legge. Il sindacato chiede politiche che proteggano e rilancino il territorio, non che lo costringano alla sopravvivenza.

«Arriva un momento in cui un territorio deve alzare la testa e dire: noi ci siamo. Non per chiedere compassione, ma per rivendicare dignità. Il Molise non chiede privilegi: chiede di non essere sacrificato» afferma D’Alessandro, ribadendo che il sindacato continuerà a essere presente, vigile e propositivo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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