
CAPRACOTTA – “Se chiudono ospedali e servizi, il diritto a restare diventa un obbligo ad andare via. Il Molise non può arrendersi allo spopolamento e all’abbandono”.
Con queste parole il sindaco di Capracotta e presidente di UNCEM Molise, Candido Paglione, interviene sulla nuova strategia europea Right to stay, che punta a contrastare lo spopolamento delle aree interne e montane.
Paglione richiama l’attenzione sul nuovo Piano Operativo Sanitario regionale, che prevede la chiusura dell’ospedale di Agnone e del punto nascita di Isernia. “Non sono semplici riorganizzazioni – sottolinea – ma scelte che accelerano lo spopolamento e rischiano di cancellare il futuro di intere comunità. È inaccettabile immaginare che la provincia di Isernia possa diventare l’unica in Italia dove non si nasce più”.
Il presidente UNCEM ribadisce che il diritto a restare significa garantire servizi essenziali – sanità, scuole, trasporti – e la possibilità di costruire un futuro nei propri territori. “Andare via deve essere una scelta libera, mai una necessità imposta dall’assenza di opportunità”, afferma.
Secondo Paglione, togliere presìdi sanitari e infrastrutture equivale a negare pari dignità ai cittadini delle aree interne. “Il Right to stay non può restare uno slogan europeo: deve tradursi in investimenti, servizi di qualità e politiche capaci di sostenere le comunità montane e periferiche”.
UNCEM Molise chiede quindi alle istituzioni regionali e nazionali di fermare decisioni che rischiano di compromettere definitivamente il futuro delle aree interne. “Difendere l’ospedale di Agnone e il punto nascita di Isernia – conclude Paglione – significa difendere il diritto delle persone a vivere con dignità nei propri territori e a non essere costrette ad andar via”.
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