
MACCHIA D’ISERNIA – Dopo la grande inaugurazione del novembre 2023 con l’installazione di Michelangelo Pistoletto, il museo a cielo aperto Terracielo entra nella sua seconda stagione di residenze artistiche.
Lo scorso 9 e 10 maggio, nella cava dismessa di Santa Maria, l’artista Alberto Timossi ha dato avvio al nuovo ciclo con l’opera “Trittico dei Funghi”.
La scultura ambientale, composta da massi e tubi rossi, mette in dialogo elementi naturali e materiali artificiali, evocando il fragile equilibrio tra uomo e ambiente. “I funghi, organismi semplici e di breve durata, diventano qui segno di rottura e di compromissione del paesaggio naturale”, spiega Timossi.
Il progetto, sostenuto dal Comune di Macchia d’Isernia in collaborazione con SM’ART – l’arte sm!, con il patrocinio della Regione Molise e di Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, punta a valorizzare il territorio attraverso l’arte contemporanea.
La direttrice del museo, Carmen D’Antonino, sottolinea come l’opera di Timossi inviti a riflettere sul rapporto tra progresso e natura, mentre il direttore artistico Antonio Pallotta ribadisce: “Questo luogo meraviglioso dove la terra si unisce con il cielo è il mio museo, ma appartiene a ciascuno di noi”.
Il 16 maggio sarà la volta dell’artista Helena Manzan, brasiliana naturalizzata italiana, che vive e lavora a Castel San Vincenzo. A seguire, le installazioni di Beatrice Mastrodonato, Ettore Marinelli e Antonio La Rosa, con date che verranno comunicate.
Terracielo 2.0 si conferma così un laboratorio di creatività e un punto di incontro tra arte e comunità, capace di trasformare una cava dismessa in un simbolo di rinascita culturale.
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