Sanità, il Tar Molise accoglie il ricorso dei Comuni. Sospeso il taglio delle Guardie mediche

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CAMPOBASSO  – Il TAR Molise, con due ordinanze emesse il 10 giugno 2026, ha accolto le richieste cautelari presentate dai 20 Comuni ricorrenti, assistiti dagli avvocati Salvatore Di Pardo e Katia Palladino, sospendendo il taglio delle ex guardie mediche previsto dal DCA n. 45 del 13 marzo 2026 e dai relativi atti collegati.

Si tratta di un risultato cruciale per i territori coinvolti: il provvedimento del TAR blocca nell’immediato la riorganizzazione che avrebbe comportato il depotenziamento, o la chiusura di fatto, dei presidi di Continuità Assistenziale, riducendo drasticamente i punti attivi da 44 a soli 16.

Le ordinanze tutelano concretamente i cittadini, evitando che venga meno un servizio sanitario essenziale, specialmente nelle aree interne e per le fasce più fragili della popolazione. Fino all’udienza di merito, fissata dal TAR per il 4 novembre 2026, nei Comuni ricorrenti resta quindi fermo lo stop ai tagli e viene preservata l’accessibilità alle cure sul territorio. Un principio ritenuto inviolabile dai primi cittadini che, facendo fronte comune, si sono opposti al Decreto Commissariale.

C’è grande soddisfazione tra i Sindaci molisani per questa decisione, ma non vi è l’intenzione di abbassare la guardia: le amministrazioni sono infatti già al lavoro con i propri legali per preparare una linea difensiva ancora più articolata in vista dell’udienza di novembre.

“Una riforma concepita in questo modo – sottolineano i Sindaci coinvolti – non migliorerebbe in alcun modo la sanità regionale, ma al contrario provocherebbe un pericoloso sovraccarico dei Pronto Soccorso. A pagarne il prezzo più alto sarebbero le aree interne, che subirebbero un danno irreversibile, soprattutto considerando gli aspetti demografici e l’elevata presenza di case di riposo e strutture di accoglienza nei territori colpiti. Nel rinnovare un sentito ringraziamento agli avvocati Di Pardo e Palladino per l’eccellente lavoro svolto e per la condivisione dimostrata, si ricorda che la rete dei Comuni che si è opposta ai decreti comprende: Baranello, Bonefro, Cantalupo del Sannio, Carovilli, Casacalenda, Cercemaggiore, Cerro al Volturno, Civitanova del Sannio, Gambatesa, Guglionesi, Lucito, Macchia D’Isernia, Montagano, Palata, Rocchetta a Volturno, San Martino in Pensilis, Sant’Angelo Limosano, Sessano del Molise, Torella del Sannio e Toro.”

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