VENAFRO – In 70 alla “Cena al Buio” promossa dall’Uici Molise: due ore a tavola nella più assoluta oscurità per capire la cecità e superarla usando gli altri sensi

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VENAFRO – Settanta persone dell’intero territorio isernino, con rappresentanza anche dal campobassano, d’ambo i sessi e di ogni età si sono ritrovati a tavola al Palace Hotel di Venafro per una particolarissima ed assai significativa serata, la “Cena al Buio” promossa dall’Unione Ciechi ed Ipovedenti del Molise. Scopi dell’appuntamento di natura socio/conviviale, per scambiarsi gli auguri per il prossimo Natale e per l’anno nuovo, ma soprattutto per avvicinarsi alle problematiche dei non vedenti, mettendosi  seppure per poche ore nelle loro stesse e continuative situazioni, ossia vivere sempre e completamente al buio. Oscurata assolutamente la sala e guidati da non vedenti dell’Uici Molise capeggiati dal neo Presidente regionale Giovanni Fiacchino e da camerieri abruzzesi a loro volta privi della vista, che successivamente hanno servito egregiamente a tavola mettendo a loro agio ospiti e commensali, si è entrati a gruppi nel salone di ristorazione per essere accompagnati al tavolo e dare inizio alla vera e propria “Cena al Buio”. Dalla voce, dal tatto, dal gusto e dell’udito ci si doveva rendere conto con chi si stava seduti, dove fossero posate, bicchiere, piatti e tovagliolo e cosa veniva servito a tavola. All’inizio il naturale imbarazzo e disorientamento di tutti, ma pochi minuti e tutto (o quasi) diventava normale, tanto che i numerosi giovani studenti davano vita ad applausi, a chiamarsi a gran voce, a sorridere ed a scherzare tra loro coinvolgendo anche gli adulti. Il tutto mentre regnava il buio più assoluto e mentre Marco Condidorio, neo Consigliere Nazionale dell’Uici, conduceva la serata illustrando, motivando ed invitando ad opportune considerazioni e riflessioni. Nel frattempo la cena proseguiva con piena regolarità, i camerieri non vedenti servivano in maniera impeccabile e la serata centrava i propri obiettivi, vale a dire lasciar capire le condizioni di vita di chi non ha la vista e vivere usando gli altri sensi. In chiusura di serata, tornata la luce in sala, puntuali canti e divertimento di tutti a suggellare un’esperienza unica e sotto tanti aspetti assai preziosa sotto il profilo socio/umanitario.

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