CALCIO – E’ morto Bronzetti, un “lupo” illustre nella storia rossoblu

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CAMPOBASSO – Ernesto Bronzetti, 69 anni fra qualche giorno (il 13), ex direttore sportivo del Lupo rossoblù nel 1978-79 è morto ieri sera per un male incurabile. Grande uomo di sport, abile mediatore e grandissimo procuratore di calcio, arrivò a Campobasso nell’era del presidente Gigino Falcione nel primo anno di serie C unica del Campobasso, all’indomani della riforma dei semiprofessionsiti. Stanotte dopo la sua morte che è coincisa immediatamente dopo la chiusura del calcio mercato dove lui era sempre stato un protagonista, molte sono state le reazioni e le dimostrazioni di cordoglio alla famiglia da parte degli sportivi locali e soprattutto di Campobasso città dove il suo ricordo è stato sempre vivo e ricco di episodi positivi. Un campionato nel 1979 quando fu a Campobasso in parte entusiasmante. Da lì parti due anni dopo l’operazione serie B con l’era Molinari. Il Campobasso, quarto, nel 1979,  per soli 4 punti non approdò tra i professionisti. Furono promossi, invece, Pisa e Matera. Bronzetti all’epoca aveva solo 32 anni. Nato a  Terni  svolgeva il lavoro di postino a Mestre. Le sue esperienze di diesse le aveva fatto giovanissimo a Treviso e a Dolo. Arrivò in Molise su suggerimento di Silvano Ramaccioni, grande direttore sportivo del Milan anni ’70-‘ 80 e fece subito  una campagna di rafforzamento della squadra scoppiettante con l’acquisto del duo Catarci Alivernini 30 gol in due alla fine del campionato, portando per 55 milioni la metà, dalla Sangiovannese, Marco Maestripieri,  poi Pilone, Sbaccanti  ed Urbani, dall’Udinese arrivarono Paleari, Giurati e Trevisan, dalla Lazio Pivotto mentre furono rifiutati il centravanti Messina, rivelatosi poi una furia delle aree di rigore della C e della B e Maritozzi uno che a Palermo fece furore in B. Due acquisti che Bronzetti avrebbe voluto ma che la guida tecnica rifiutò. Oltre a questi arrivarono, con allenatore Pietro Fontana, Amadori Berardi, Bolognesi, Capogna, Carloni e Gardiman. Il suo rapporto con Fontana allenatore non fu idilliaco. Bronzetti dopo un anno a Campobasso ritornò alla Ternana e da qui divenne Agente Fifa sull’asse Madrid- Milan portando in Italia fior di campioni tra cui Kakà, Stoickhov e Ronaldhino e tanti altri. Il suo legame con il Milan e con Galliani era al top tant’è che la società rossonera stamane lo ricorda con immenso e profondo cordoglio e affetto. A ricordarlo anche la famiglia Falcione, i figli del presidente di allora Gigino Falcione, Edmondo ed Edoardo, impegnati già dallo scorso anno alla guida del Campobasso. E Bronzetti, infatti, non mancava spesso di informarsi sulla situazione calcistica di Campobasso e della società rossoblù, ripercorrendo con piacere l’anno trascorso a Campobasso con la gestione Falcione.

Aldo Ciaramella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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