
ISERNIA – Le neomamme di Isernia raccontano di un esempio di buona sanità registrato all’ospedale “Veneziale” di Isernia che accogliamo con fierezza e soddisfazione orgogliosi di far parte di una comunità dove c’è tanta partecipazione umanità e professionalità che vorremmo fosse dappertutto. Un esempio che smentisce tante cattiverie, sospetti strumentalizzazioni sulla sanità molisana anche da fronti che dovrebbero invece realizzare e mettere in campo idee, solidarietà progettuale e tanta onestà intellettuale. Basta di riconcorrere fantasmi, predicare catastrofi e augurarsi scenari distruttivi. La sanità regionale, pubblica e privata, c’è e ha bisogno di spinte morali e strutturali da compiere in tempi brevi. Cospargersi la testa di cenere e votarsi ad un rituale e sistematico vittimismo, sterile e antipatico tra l’altro, significa autoimmolarsi volutamente e provocare artatamente il fallimento della stessa sanità. La felicità delle neomamme di Isernia ci riempiono di gioia e ci riempie di gioia anche il caso in oggetto che porta alla luce, guarda un po’, una nuova vita, un bambino che viene fuori dal grembo della sua mamma. E le lacrime e il sorriso della neomadre e i primi vagiti del bambino dopo la paura passata per un ricovero di codice rosso, sono il dono più bello per tutti. Sapendo che ci siamo tutti. Loro mamma e bambino che fra qualche ora si abbracceranno, noi che abbiamo sofferto trepidato e gioito, i sanitari che si sono adoperati oltre il limite e quindi superati per far raccontare una bella e commovente storia popolare terminata nel migliore dei modi :<La storia di questa mamma – aggiungono le neomamme- ci ha coinvolto emotivamente e ci ha rese fiere del nostro reparto di ostetricia e ginecologia>. Le cose sono andate a lieto fine e le neomamme ci raccontano così.
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