LAVORO – Natale ottimo per i soliti noti, amaro per i senza occupazione

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CAMPOBASSO – Natale senza lavoro ancora più amaro per i disoccupati molisani. Una giornata che viene vissuta perciò con più rabbia e sofferenza. Lo sottolinea la Cgil Molise che mantenendo il termometro della situazione invita alla riflessione e ad uno scatto di responsabilità <In tante, troppe, famiglie si vivono momenti profondi di disagio -commenta Franco Spina segretario regionale organizzativo della Cigl- La mancanza di lavoro crea disparità evidenti che pongono a forte rischio la tenuta sociale delle stesse. Sempre più evidenti sono le differenze tra coloro che anche in tempi di crisi si arricchiscono e coloro che sprofondano nella povertà.

L’Istat di recente ha pubblicato i dati sulla povertà: sono oltre 4 milioni gli italiani che ormai conoscono ogni giorno la fame; 1.470.000 vivono in condizioni di povertà assoluta; 590.000 gli anziani in stato di estremo bisogno; 50.000 sono le persone che vivono perennemente in strada.

Aumentano gli italiani nella fascia a basso reddito, mentre il 5% delle famiglie italiane detiene oltre il 30% della ricchezza complessiva. Quattro pensionati su 10 prende meno di mille euro al mese, mentre 13mila italiani posseggono redditi da pensione di oltre 10mila euro. Il dato più preoccupante riguarda la forbice sempre più netta tra il Nord e il Sud del Paese>. Andando sui numeri Spina puntualizza:<Il PIL procapite conferma la tendenza negativa del Mezzogiorno, la Regione più in difficoltà risulta essere la Campania con un reddito pro-capite pari a 11.700 euro, contro i 22.900 della Valle D’Aosta, il Molise si piazza al 15° posto con 14.000 euro di reddito per abitante.

Finito l’effetto delle assunzioni a tempo indeterminato seguito all’entrata in vigore del jobs act e delle politiche di incentivi, il lavoro è tornato ad essere sempre più precario e senza regole. Ormai in Italia e in Molise si lavora quasi esclusivamente con i voucher, basti pensare che nell’ultimo anno sono cresciuti del 140% e continuano a salire.

Difficile quindi festeggiare con questi presupposti. Il Molise – continua –  sta attraversando una crisi strutturale e senza precedenti. Il tessuto produttivo dell’avicolo, del tessile, dello zucchero, dell’indotto metalmeccanico è compromesso, la riorganizzazione sanitaria, i centri per l’impiego, la riforma delle partecipate, la riorganizzazione delle funzioni provinciali, completano un quadro di incertezza complessa per migliaia di lavoratori e per le loro famiglie.

È in discussione la capacità stessa di autonomia della Regione Molise, mancano i fondamentali. Le misure di programmazione avanzate (area di crisi complessa e semplice, Patto per il sud, riprogrammazione dei fondi Cipe, fondi comunitari ecc.) al momento non hanno dato le risposte auspicate e di alcune di esse si sono perse persino le tracce>.

Conclusione amara quindi senza la dignità che deriva da un lavoro: <Come si può vivere serenamente il Natale se è a rischio la dignità delle persone. Il Molise e i molisani hanno bisogno di certezze, gli annunci e le buone intenzioni della classe politica non bastano più, servono i fatti, serve il LAVORO. Per questo sicuramente sarà un Natale ottimo per i soliti noti,  mentre sarà l’ennesimo Natale amaro e incerto per migliaia di molisani,  intanto sotto la cenere cresce la rabbia sociale verso un sistema di potere sordo e miope, con cui prima o poi bisognerà fare i conti>.

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