TERREMOTO. Il sisma scatenò la sua devastante potenza, arrivando a sfiorare la sesta magnitudo Richter (5,9), alle ore 19 e 53 minuti del 7 maggio 1984. In un raggio di 20 chilometri dalla Val Comino (zona dell’epicentro), crollarono diverse abitazioni e si aprirono profonde fenditure nel terreno. Miracolosamente i morti furono solo 7, centinaia i feriti, ottomila i senza tetto. Venafro, ricadente nel raggio dei 20 chilometri, subì danni pesantissimi.
A 30 anni esatti da quel terribile giorno, il centro storico della città (vittima anche dell’umana dabbenaggine e di una ricostruzione “Made in Italy”), continua a versare in una condizione di penoso abbandono. Le ferite del sisma sono cicatrizzate, ma ancora ben evidenti. I segni del sisma appaiono vistosi anche a Ceppagna, dove diverse abitazioni sono rimaste nel totale abbandono e stanno crollando pezzo dopo pezzo, con grave rischio per la pubblica incolumità.
Angelo Bucci
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