
ISERNIA – Una pregevole riflessione quella di Michele, un 15enne di Isernia, che riceviamo e pubblichiamo alla vigilia delle celebrazioni per il 25 aprile.
Il giovane si è fatto apprezzare per la maturità con la quale ha affrontato il tema, sempre attuale, della Resistenza.
25 Aprile 1945. Sono passati 72 anni ma ancora “fischia il vento”, dice qualcuno. C’è ancora il sapore di una Resistenza continua. C’è ancora la voglia di non abbassare il capo dinanzi a nessuno. Esattamente 72 anni fa si scriveva la storia: la libertà per l’Italia e per gli Italiani… La libertà di pensare, dire e poter fare senza violare una libertà altrui. 72 anni fa veniva ucciso Benito Mussolini e con sé moriva un intero movimento politico, il fascismo.
72 anni fa sventolava libero il tricolore: attivisti e oppositori fuori di prigione, semplici uomini diventavano grandi pensatori, per le strade la bellezza di un nuovo umore, tra le montagne si udiva una canzone. E così da un momento all’altro finivano le ingiustizie che avevano portato il nostro Stivale alla loro guerra!
Sparivano quelle camicie nere e quelle parole per convincere le persone… fingendo il bene, ma vendendo male! Finivano le ingiustizie che spingevano la gente all’ignoranza e alla sottomissione! Finivano le paure e le razzie, finivano le repressioni e le distinzioni tra disabili, omosessuali, ebrei e comunisti. Finiva tutto ciò che qualcuno, nonostante tutto, aveva avuto il coraggio di denunciare!
Perché gli Italiani nel bel mezzo della Seconda Guerra Mondiale avevano saputo non cedere, aspettare, attendere, resistere e lottare.. per la libertà, per ‘un riscatto di dignità’. Perché per gli Italiani quello era un riscatto di dignità, vi era un sentimento comune che spingeva il popolo a combattere per allontanare chi per vent’anni aveva comandato.. non un semplice esercito, ma un intero paese! Il nostro paese.
E allora dopo 72 anni possiamo sentirci ancora orgogliosi del nostro passato, di quella lunga Resistenza che portò alla liberazione della nostra nazione! Possiamo essere soddisfati di ciò che è stato e tenere a mente che quel giorno ‘non va dimenticato’, va tramandato … affinché i nostri figli, i nostri nipoti e le genti che non conosceremo sappiano che il 25 Aprile 1945 il popolo italiano scrisse la storia!
Quel giorno va tramandato affinché tutti sappiano che nessuno è preda di un’unica e sola religione e che vi è la libertà di culto! Affinché tutti sappiano che esprimere la propria opinione è un diritto e un dovere, non un reato! Affinché tutti sappiano che il razzismo è ‘paura’ e la guerra è ‘devastazione’! Affinché tutti sappiano distinguere il male, affinché tutti possano vivere giorni migliori!
Ma soprattutto affinché oggi e domani tutti capiscano che la democrazia è la base della pace e della libertà, la democrazia siamo noi e le nostre scelte!
E non c’è nulla di più bello di poterci incontrare in un bar o per le strade della città per parlare di ciò che accade, poter ‘prenderne parte’, poter dire la nostra, candidarci ed esprimere la nostra opinione!
E sappiate che nell’Italia odierna quando parliamo della famosa ingovernabilità e dell’incompetenza attuale siamo vittime delle nostre scelte. Siamo vittime di una classe politica da noi scelta e votata!
Non lasciatevi convincere da chi per esempio vi dice che per cambiare le cose basta smettere d’accogliere rifugiati di guerra.. da chi prenderebbe un uomo solo, lo metterebbe al comando e vi assumerebbe come suoi sudditi!
Ma riflettete invece quando sentite un anziano che parla e grida “ma chi ce l’ha mandato?”, la risposta è semplice e concreta: NOI. Convinciamoci dunque che non si tratta di una ‘cattiva politica’ ma di ‘cattivi politici’! C’è chi ha lottato nella storia per ottenere la liberazione dal fascismo, per dare un’opportunità a questa nazione, per darci la democrazia e la libertà.
Il 25 Aprile 1945 ci ha insegnato come sentirci liberi! Mai più nella storia dovremo vendere la nostra libertà a qualcuno, mai più. 25 Aprile 1945, questo giorno va tramandato!
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