
CAMPOBASSO – Sfilata dei Misteri con l’entusiasmo la curiosità e la gente di sempre. In una mattinata fresca che ha attenuato certamente la fatica dei portatori degli Ingegni e senza dubbio ha reso più gradevole per gli spettatori l’incommensurabile spettacolo della grande manifestazione campobassana.
Pubblico composto e contenuto controllato a vista ma con discrezione dalle Forze dell’ordine poste ovunque in un centro cittadino chiuso al traffico, vigilato e incanalato da una serie di passaggi obbligati.
Le misure di antiterrorismo che la Prefettura con la Questura hanno messo in campo sono state puntuali e molto accorte e con la stessa attenzione continueranno nel pomeriggio e in serata quando ci saranno prima la Processione del Corpus Domini poi il concerto in piazza della Repubblica anche quest’ultimo avvenimento particolarmente blindato in un perimetro chiuso e ben saldato ovunque dalle Forze dell’ordine dove non potranno entrare più di tremila persone.
Per gli altri ci sarà un maxi schermo in piazza Prefettura dove ugualmente si potrà assistere in diretta allo spettacolo di Britti. Una festa quella della Sfilata dei Misteri che dura ormai da circa 3 secoli, la più attesa, che ha richiamato gente soprattutto da fuori regione.
E’ iniziata di buon mattino con la vestizione dei 13 Ingegni di Paolo Saverio Di Zinno, la Santa Messa nella sede dei Misteri in via Trento e quindi con la lunga processione per le vie della città al suono della marcetta del Mosè di Rossini.
Cominciando dalle viuzze del borgo vecchio ai piedi del Monte imbandierate con gli stemmi dei Crociati e Trinitari fino alla benedizione consueta sotto il balcone del Municpio dove ad aspettarli c’erano l’arcivescovo Bregantini, il sindaco della città capoluogo, altre autorità locali e una folla di cittadini in attesa nella grande piazza Municipio.
Una grande festa di popolo e di grande attrazione che ovviamente ha una grande ricaduta sull’interesse e quindi sulla comunicazione di fuori regione con la presenza anche quest’anno di emittenti private e nazionali e che crea un ampio fermento nel settore del commercio e della ristorazione.
Archiviata questa edizione già si pensa al futuro. Soprattutto alla sollecitazione che spinge a dare a questo grande spettacolo di antico e di popolo, testimonianza di una tradizione unica e suggestiva, una domensione più nazionale o internazionale. Qualche anno fa si parlava di riconoscimento Unesco come patrimonio incancellabile e quindi da regolamentare e consegnare al calendario dei grandi avvenimenti, solo parole che tali sono rimaste.
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