MIGRANTI – Il centrodestra dice stop ai migranti, la Fanelli propone un altro tipo di accoglienza

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CAMPOBASSO – E mentre a Campobasso il centrodestra parla di tolleranza zero verso il fenomeno dell’immigrazione in regione con un numero chiuso che dovrebbe limitare sempre di più l’ospitalità criticando aspramente e duramente il probabile arrivo di altri 500 unità al villaggio di San Giuliano di Puglia, la segretaria regionale del Pd sull’accoglienza puntualizza e formula un nuovo modello di sistemazione in Molise.

“Family to family. Questo il nuovo modello di ospitalità che dovrebbe essere sperimentato al posto dei grandi numeri concentrati, come dovrebbe avvenire nel caso di San Giuliano di Puglia. Una famiglia italiana ospita una famiglia di migranti, volontariamente, con retribuzione e sotto controllo del sistema pubblico”.

Questa, ad avviso di Fanelli, l’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria che andrebbe applicata per garantire integrazione e aiutare le nostre famiglie con una iniezione di reddito significativa. Si ridurrebbero, fino ad eliminarle, anche quelle forme distorte di guadagno che qualche soggetto pseudo imprenditoriale cerca (sono la minoranza, non significativa, ma presente in alcune realtà ad alta concentrazione).

La proposta, per la Fanelli, consentirebbe anche di non smembrare i nuclei familiari in arrivo, con beneficio per i minori, vale a dire colore che sono le principali vittime delle guerre e della miseria. Insieme a criteri chiari che dovrebbero assegnare come percentuali massime per comune in base alla popolazione; priorità per le integrazioni nel lavoro, facilitazioni per le imprese agricole familiari e così via.

Non è immediato e non facilissimo da impostare, ma fattibile ed entusiasmante, perché umano. Mi piacerebbe realizzarlo già nella nostra sperimentazione di area interna – Snai, che stiamo elaborando come Fortore”  -dice ancora Fanelli. Che ha già scritto a Minniti, De Vincenti e Borghi, nonché sottoposto la proposta a Frattura e alla Prefettura di Campobasso-.

Occorrono -continua Fanelli- strumenti innovativi per fronteggiare una rivoluzione. Alcune sperimentazioni si registrano nel Paese, ma ora occorre una vera rivoluzione culturale e di impostazione». E occorre una linea durissima in Europa. Contro i burocrati, non contro i migranti.

Occorrono infine trasferimenti forzati negli altri Paesi UE e nuove regole. Le navi delle ONG straniere potranno attraccare sulle coste italiane ma i richiedenti asilo, dopo le normali procedure di soccorso, dovranno essere trasferiti in aereo nei Paesi di origine delle navi.

«È, insomma, il momento di cambiare le regole, di assumersi le responsabilità e di trovare tutti insieme soluzioni vere, concrete, condivise. Che guardino al futuro del nostro continente e non solo alle elezioni e alle posizioni di comodo personali. Perché non basterà un “no” – conclude Fanelli – a fermare gli sbarchi. E men che mai esasperare i sentimenti razzisti degli italiani, che vogliono risposte e non spot elettorali».

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