
MAFIA – Totò Riina ha smesso di vivere, non è sopravvissuto agli ultimi due interventi e a cinque giorni di coma.
Era ricoverato nel reparto detenuti dell’ospedale Maggiore di Parma, in regime di 41 bis (il carcere duro per i reclusi più pericolosi) ormai da 24 anni. E’ stata disposta l’autopsia “trattandosi di un decesso avvenuto in ambiente carcerario e che quindi richiede completezza di accertamenti, a garanzia di tutti”, spiega il procuratore di Parma, Antonio Rustico.
Riina si è portato per sempre nella tomba i suoi segreti. “Ne dovrebbero nascere mille l’anno come Totò Riina”, ripeteva in carcere al suo compagno dell’ora d’aria, il boss pugliese Alberto Lorusso. Tre anni fa. E poi si vantava della morte di Giovanni Falcone: “Gli ho fatto fare la fine del tonno”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA













