
CAMPOBASSO – No a camere o suite a pagamento negli ospedali. L’Asrem e la Direzione regionale della sanità rispondono a Scarabeo come abbiamo riferito in altra parte del giornale. Ma a proposito facciamo, però, qui qualche considerazione, del tutto personale e del tutto imparziale. Se gli ospedali vogliono realizzare al proprio interno stanze a pagamento o suite come le chiama Scarabeo tenendo ben presente quelle che sono le esigenze del pubblico o meglio di quelli che invece ricevono ricovero nelle camerate e quindi non pagano, ben vengano. Le risorse che deriverebbero da questa nuova gestione ospedaliera potrebbero essere convertite e modulate su una diversa e meglio qualificata riprogrammazione dei nosocomi su un miglioramento strumentale a vantaggio delle prestazioni specialistiche e chirurgiche e su una migliore ospitalità ricettiva. Ne saremmo tutti contenti se una svolta etica politica gestionale e riformatoria dei ricoveri e quindi del governo dei posti letto potessero tutelare tutti i parametri e le condizioni di ottima sanità per chi paga e per chi subisce solo i ticket. Un “attenti”, però, c’è. Soprattutto all’utilizzo dei posti letto che dovrebbero quindi essere sempre disponibili e per chi tira fuori il portafoglio e per chi non lo possiede. Nella concezione inconfutabile che i nosocomi devono restare pubblici in tutte le loro funzioni. Se decidessero di fare del “privato” al loro interno dovrebbero offrire le stesse condizioni sempre e ugualmente agli uni e agli altri: stesse performance di assistenza e di solidarietà. Arrivare a ricavare negli ospedali forse un numero limitato di posti letto a pagamento per incamerare soldi freschi per gli obiettivi di quanto sopra sarebbe un risultato nuovo per la sanità anche molisana potendo, chissà, per il futuro rappresentare una novità o diventare un’eccellenza e sicuramente un progetto per nuove professioni e posti di lavoro.
Aldo Ciaramella
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